Quando un genitore comincia ad avere bisogno di aiuto, le domande arrivano tutte insieme. Questa guida ti aiuta a mettere ordine: cosa valutare, quali aiuti esistono, come scegliere.
Aggiornata il 8 ottobre 2026 · di Giulio Garozzo, fondatore di MyBadante · Fonti: INPS, Ministero del Lavoro, CCNL lavoro domestico
Prima capisci di quanto aiuto ha bisogno (poche ore, giorno intero, anche la notte). Poi guarda quali aiuti pubblici puoi chiedere (medico di base, servizi sociali del Comune, assistenza domiciliare ASL). Infine scegli chi: una badante a ore, una convivente, o una struttura. Non devi decidere tutto oggi.
Prima di cercare qualcuno, prova a scrivere su un foglio cosa non riesce più a fare da solo e cosa invece fa ancora bene. Non serve un elenco perfetto: basta una fotografia onesta della giornata. Chiediti se ha bisogno di una mano per:
Parlane con tua mamma o tuo papà, se possibile: è la loro vita e la loro casa. Se hai fratelli o sorelle, fate questo elenco insieme. Più il quadro è chiaro, più sarà facile spiegarlo a chi vorrà aiutarvi e capire se servono poche ore o una presenza più lunga.
Non devi affrontare tutto da solo, e non devi per forza partire dalla ricerca di una badante. Il primo passo è spesso il medico di base: conosce la situazione e può indicarti a chi rivolgerti, per esempio per l'assistenza domiciliare integrata (ADI) della tua ASL.
Il secondo è il servizio sociale del tuo Comune: spiega quali aiuti esistono sul territorio e come chiederli. Ogni zona ha regole e tempi diversi, quindi vale la pena telefonare o andare di persona.
Infine c'è l'INPS, che prevede alcuni sostegni economici, come l'indennità di accompagnamento, per chi ha i requisiti. Per sapere se ne ha diritto, chiedi al medico e a un patronato. Qui non indichiamo cifre, perché cambiano e dipendono dal caso. Tieni a portata di mano i documenti di tuo genitore: renderà ogni telefonata più semplice.
Non c'è una scelta giusta per tutti: dipende da quanto aiuto serve, da cosa desidera tuo genitore e da cosa potete permettervi.
La badante a ore è utile quando c'è bisogno di aiuto in alcuni momenti della giornata e la persona può restare sola per il resto. La badante convivente vive in casa e segue la persona anche di notte: richiede una stanza e un accordo chiaro su riposi e giorni liberi.
La struttura (residenza o centro diurno) può essere una strada quando servono cure continue che a casa sono difficili da organizzare. Molte famiglie provano prima con l'aiuto a casa, poi rivedono la scelta. Puoi cambiare idea: una soluzione di oggi si può rivedere domani. L'importante è che tuo genitore sia ascoltato e che la scelta sia sostenibile anche per te e per la famiglia nei mesi a venire.
Ci sono tre strade principali. Il passaparola: amici, vicini, il medico, la parrocchia. Spesso funziona bene, ma dipende da chi conosci. Un'agenzia, che costa diverse centinaia di euro. E piattaforme come MyBadante, dove pubblichi una richiesta, le badanti interessate si candidano e parlate direttamente in chat, senza agenzia in mezzo. Trovi i dettagli nella guida badante senza agenzia.
Qualunque strada scegli, ricordati di dire con chiarezza che cosa cerchi: giorni, ore, compiti, se serve anche la notte. Più sei preciso, meno malintesi ci saranno dopo.
Fai sempre un colloquio di persona. Se la badante ha già lavorato tramite MyBadante, puoi leggere le recensioni lasciate da altre famiglie dopo una collaborazione confermata. Prima del primo incontro leggi i nostri consigli di sicurezza.
Dipende da ore e tipo di lavoro. Lo stipendio segue il contratto nazionale (CCNL). Trovi tutte le cifre aggiornate nella guida "Quanto costa una badante".
Sì. Il lavoro domestico va regolarizzato con contratto e contributi INPS. Trovi i passaggi nella guida "Contratto badante".
Pubblica una richiesta e vedi chi si candida. Senza impegno.